In base alla normativa in materia di privacy applicabile, CISL LIGURIA – Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori titolare del trattamento dei dati acquisiti tramite il presente sito informa l’utente che tale sito web non utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate nell'ambito della navigazione in rete. Il presente sito installa cookies di terze parti. La prosecuzione della navigazione, compreso lo scroll ed il click su elementi del sito, equivale a consenso.
Per maggiori informazioni, anche in ordine ai cookies tecnici utilizzati dal sito, e per negare il consenso all’installazione dei singoli cookie è possibile consultare l’informativa cookies completa

  • Home
  • Categoria blog
  • Notizie Liguria
  • Sciopero TPL del 25 febbraio, oggi Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa sono stati auditi in conferenza capigruppo del Consiglio regionale ligure
CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI LAVORATORI

Sciopero TPL del 25 febbraio, oggi Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa sono stati auditi in conferenza capigruppo del Consiglio regionale ligure

amt 3Genova, 21 febbraio 2022. Si è svolta oggi l’audizione con la Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale della Liguria, richiesta dalle Segreterie Regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal sullo sciopero di 24 ore del settore del trasporto pubblico locale su gomma proclamato a livello nazionale per il prossimo 25 febbraio. Il Sindacato ha illustrato le ragioni della vertenza spiegando che il CCNL è scaduto da oltre 4 anni

 

 e che la trattativa risulta bloccata da mesi per l’indisponibilità delle associazioni datoriali a riconoscere a lavoratrici e lavoratori importi sufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso a partire dal primo gennaio 2018 e ad affrontare adeguatamente l’esplosione inflazionistica del biennio 2022/23.

La vertenza risulta complicata dalle condizioni del contesto determinate dalla pandemia. La fine dei ristori alle imprese combinata con il calo del 35% dei viaggiatori e quindi degli introiti, l’incertezza della ripresa della mobilità, visti anche i cambiamenti intervenuti con lo smart working, l’insufficienza strutturale del fondo nazionale trasporti, mai indicizzato dall’anno della sua costituzione, sommata all’inadeguatezza dei provvedimenti di finanza pubblica a sostegno dei servizi di trasporto pubblico locale, inaspriscono i rapporti con le controparti a causa della difficoltà di molte aziende di chiudere i bilanci in attivo.

Il rischio che si corre, se non viene rinnovato il CCNL in tempi brevi, è di generare una pesante vertenzialità in un settore che deve garantire quotidianamente la mobilità pubblica di cittadini e studenti, e che attraverso le risorse del PNRR su mezzi e infrastrutture, avrebbe l’ambizione di incrementare le sue quote di utenti, in una logica di sostenibilità non solo ambientale, ma soprattutto sociale. Ma le nozze non si possono fare con i fichi secchi. Aziende e istituzioni devono tenere nella giusta considerazione il contributo del lavoro al settore, riconoscendo finalmente il rinnovo del contratto a chi, anche durante la pandemia, non si è mai sottratto alle proprie responsabilità.

Prevedendo il rischio dell’escalation della mobilitazione per l’assenza di risposte concrete alla categoria, le Segreterie Regionali hanno chiesto alla Regione e ai Capigruppo di intervenire sui propri riferimenti nazionali perchè il Ministero della Mobilità sostenibile divenga parte attiva nella vertenza, per una sua rapida soluzione.
I capigruppo e l'assessore regionale ai trasporti hanno accolto la richiesta e si faranno carico di trasmettere le motivazioni della protesta ai propri riferimenti nazionali e alla conferenza stato regioni, con apposito ordine del giorno.

Le segreterie regionali Filt Cgil Fit cisl Uiltrasporti Faisa Cisal

Stampa Email